Via del Cardo

 
 
 
Si parte da Monticelli d’Oglio e si arriva a Fenili Belasi (nella Bassa bresciana), quasi totalmente piana con lievissime pendenze intorno all’ 1,5 % solo nel tratto del Colle Netto tra Capriano del colle e Fenili Belasi. Difficoltà da 1 a 10:2, lunghezza stimata 30 Km Circa, ideale da percorrere con qualsiasi bicicletta (specie se city bike, mountain bike, grazziella o altre bici comuni da uomo, donna o bambino). Come già detto precedentemente sul confine tra Monticelli e Robecco d’Oglio si dirama una parte di ciclovia che giunge sino a Verolanuova, attraversando Campazzo, Bettegno, e la località Le Vallate,da qui si sale fino a raggiungere Piazza delle Libertà e uscendo dal paese, dalla nostra sinistra si giunge a Scorzarolo; una volta oltrepassatolo ci dirigiamo verso il Torrente Strone, seguendo il suo andamento rimaniamo sulla pista ciclabile che porta a Cadignano e passando sotto l’arco rinascimentale posto all’ingresso del paese se ne raggiunge il centro, proseguendo diritti si arriva a Cadignano e una volta attraversato il ponte che si inarca sullo Strone ci si ritrova immersi nel verde della Bassa tra antichi cascinali e rustici poderi, dopo circa 2 Km si incontra la strada statale 668 detta Lenese, tramite un ponte di recente costruzione la si può scavalcare in tutta sicurezza; girando a destra alla rotonda di Faverzano si ritorna sulla ciclabile che porta a Offlaga e una volta giunti a destinazione possiamo scegliere se tornare sulla ciclabile che porta nella Città di Manerbio (in frazione Cingano è possibile ammirare un mulino in ottime condizioni ) oppure proseguire diritti seguendo il corso del Mella; arrivando dunque a Corticelle Pieve ove proseguendo sulla strada si arriva, via Azzano Mella a Capriano del colle, celeberrima località nota a tutti per la produzione dell’omonimo vino D.O.C. dal 1980, notare i caratteristici vigneti sul Colle Netto (o impropriamente Monte Netto) in località Fenili Belasi.

CENNI STORICI E CURIOSITA’

Sull’attuale statale Brescia-Cremona in corrispondenza della foce del Mella entrante nell’Oglio erano concentrati nell’antichità gran parte degli acquitrini di tutto il territorio bresciano; spesso paludosi e talvolta nemmeno utilizzabili per funzioni irrigue; erano considerati all’ epoca pericolosi e inproduttivi per via del terreno circostante particolarmente mobile, e per il fatto che nulla potesse essere coltivato. Con l’arrivo dei Romani intorno al 196 a.C. infatti, si formò da Calvisano fino a Pontevico uno dei primi “ Consorzi di bonifica” della storia. Per opera di Tito Quinzio Flaminio fu costituita una centuriazione, affidata ai veterani militari e con lo sforzo della popolazione locale, furono in pochi anni ripuliti svuotati e riportati di terra nuova, il fenomeno delle lame nel bresciano è infatti molto diffuso anche a Carpenedolo sulla sponda sinistra del Fiume Chiese oppure a Novagli (dove Nova Ljia significa proprio le nuove terre). Il riferimento al cardo invece non e chiarissimo ma pare che nei terreni non eccessivamente ricchi di scheletro fu coltivata questa orticola tanto che la strada fu soprannominata Cardus Maximus de Brixia et Cremonea.