Concorso Fotografico
I partecipanti e i vincitori del concorso fotografico sui paesaggi della pianura bresciana.

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una sequenza di fotografie raccontano la pianura bresciana con le sue ricchezze artistiche e culturali.

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La storia raccontata tramite questi video documentari si fanno apprezzare per la loro capacità didattica.

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Storia dell'agricoltura moderna nella Bassa Bresciana



Piantagione di Grano Casatatense, XIV Secolo

A CURA DI:
Michele Monteverdi
PERIODO DI TIROCINIO (07/01/2008-26/01/2008) PRESSO:
Pianura Bresciana S.r.l.
Via Roma, n. 9 C.A.P. 25020 Cigole (BS)

Prefazione

Il territorio della Bassa Bresciana, attraversato da ben 3 fiumi (Oglio, Mella e Chiese) ha consentito, sin dal primo insediamento umano, la pratica agricola. Questo, grazie ai terreni fertili e alla presenza di acqua abbondante che hanno consentito un veloce sviluppo antropico unito al pratico bisogno di cibo del quale ha normalmente bisogno una popolazione.

Cenni Storici

Si pensa che la prima specie vegetale a essere coltivata nel territorio pianeggiante sia stata il Sorgo di varietà rossa, pianta decisamente nordica, qui naturalizzata dalle popolazioni celtiche-cenomiche a partire dal 500 a.C.; in epoca romana invece la varietà precedentemente citata lasciò lo spazio al Frumento Esapolide (Tritticum Aestivum), noto ancora oggi come Grano particolarmente tenero e utilizzato per la panificazione. Con le prime invasioni barbariche si sviluppò decisamente in tutto il territorio bassaiolo l’Erba Medica (Medicago Sativa), subito ribattezzata “Spagna” dalle popolazioni locali in quanto fu li per la prima volta coltivata dai barbaro-siriani provenienti dalla regione dei due fiumi (mesopotania) che la diffusero nell’Iberico paese europeo. Anche durante il Regno Longobardo proseguì questa tendenza mentre con la nascita della Repubblica di Venezia (742), si cominciò a percepire il territorio come divisibile in “zone vocate”; fu così che la pianura, sia quella lombarda che quella veneta diventò una grande macroregione più simile a una “Valley” americana; ogni area, per ordine del Doge e dei “Ministri per il Colto e l’incolto agrario” sviluppava ogni area al suo interno la propria coltura, in breve tempo la Bassa bresciana diventò territorio di Frumento Tenero (Formèt), Erba Medica e altri prati, per di più stabili come: Festuca, Erba Mazzolina, Loiessa, Loglio, Coda di Topo, Poa Pratense e Avena Altissima oltre alle apprezzate ma ormai oggi coltivate altrove Patate e Canapa Sativa, quest’ ultima bandita, (in quanto confondibile con la varietà “Indica” negli anni ‘ 50 del XX Secolo). Fu poi una vera e propria rivoluzione l’introduzione del Mais che nella pianura bresciana (1630) trovò subito un habitat pedoclimatico adatto oltre al grande interesse da parte di agricoltori che lo reputarono utile per ogni applicazione, dall’ alimentare allo zootecnico e addirittura per scaldarsi; sempre con la stessa tendenza monoculturale procedette anche durante il Regno Lombardo-Veneto lo sfruttamento della risorsa maidicola, particolare di questo periodo l’utilizzo di gelsi ( molti espiantati durante il fascismo) per separare le proprietà fondiarie. Vi fu in seguito l’unificazione Italiana con la massiccia richiesta del latte vaccino proveniente dalla Pianura Padana che fece diffondere in tutta la Bassa bresciana le ancora oggi note aziende cerealicole-zootecniche da Latte. Con il fascismo la pratica monoculturale fu resa meno radicale e furono studiati sistemi di rotazione e avvicendamento agrario come il ben noto “rinnovo, depauperante, miglioratrice” unito a una utilizzazione intensiva e il più possibile meccanizzabile dei territori, sfruttando al massimo ogni singolo lembo di terra (non coltivate fiori, coltivate granturco ! ). La fine dell’ autarchia e più in generale del Fascismo segna per l’agricoltura bassaiola un periodo di grandi certezze, se in Città infatti le macerie e le fabbriche chiuse per lo stato di guerra hanno portato ad un’ assidua carenza di cibo, in campagna si riesce ha sopravvivere di sussistenza o in alternativa vendendo i prodotti che la terra offre, per la “legge del mercato” i prezzi dei generi alimentari cominciano a salire per poi ristabilizzarsi e tornare nella media con gli aiuti del piano Marshall che fece tra l’altro sviluppare anche al Sud la coltivazione del Frumento, in questo caso duro (Tritticum Durum) , utilizzato per la produzione di Pasta. Con la “Rivoluzione Verde” e l’avvento dei fitofarmaci (1963) si sviluppo anche nella Bassa l’ ormai superata “mentalità chimica” che portava a considerare solo la produzione a discapito della qualità del prodotto, casi noti furono infatti quelli delle falde inquinati da Nitrati e Trazine (le ultime messe al bando nel 1989) oppure il più recente del Bromuro di Metile, utilizzato per anni per la disinfestazione totale dei terreni e la messa in coltura di alcune orticole, reso illegale dal 2003 dalla Unione Europea.


L’Abitazione

La famiglia rurale, mediamente composta da 15-20 persone, costituiva l'unità lavorativa di base del podere. A capo della famiglia vi erano il reggitore (aržàdur) e la moglie la reggitrice (aržàdurå). La storia della casa colonica è intimamente intrecciata al processo di formazione del podere, all'evoluzione del sistema agrario e alla demografia della famiglia rurale. I diversi corpi di questo comprendevano: l'abitazione del colono, mezzadro o soccidante, la cantina per la stagionatura di salami, la sala da pranzo con cucina, la o le camere da letto, la stalla, il fienile, la cantina per la stagionatura di salami e altri salumi (per di più suini), il caminetto esterno, il pollaio, il porcile, il pozzo, la concimaia. Queste costruzioni erano disposte in un vasto appezzamento quadrilatero, per gran parte a terra battuta interamente recintato da una siepe viva.

Mezzadria

La mezzadria era (sino al 1972) quel contratto associativo con il quale un concedente (padrù) e un mezzadro (mežàdèr) si associavano, dando vita ad una gestione in comune del podere e delle relative attività connesse alla coltivazione dello stesso, al fine di dividerne i prodotti e gli utili. La ripartizione veniva stabilita nel 42 % a favore del Concedente e nel 58 % a favore del mezzadro.

 

Colonia Parziaria

La colonia parziaria è quel contratto con cui il conducente (padrù) e il colono (colonê), si aasociano, dando vita ad una gestione comune del fondo e delle attività allo stesso connesse, al fine di dividerne gli utili. A patto che le spese di gestione siano equamente divise al 50 %, la ripartizione della produzione è del 60% al colono e del 40% al conducente.

Soccida

La soccida è il contratto nel quale il soccidante (padrù) e il soccidario (sòcidarê) si associano, per allevare e commercializzare bestiame al fine di ripartire l’accrescimento dello stesso ed eventualmente ripartirne gli utili che ne sono derivati. Come per la soccida o la colonia parziaria vale la regola del 58- 42 o del 60-30 ma in tempi difficili come ad esempio durante la Seconda Guerra Mondiale si svilupparono forme 70-30 in favore del soccidante, fu molto diffusa durante il fascismo anche nella Bassa bresciana considerando il numero elevato di aziende cerealicole-zootecniche da latte.

 

Approfondimento: Le Coltivazioni

 

Frumento (Formét, Tritticum)


Orzo (Iur o Orž, Hordeum)


Mais (Furmintù o Formenton, Zea Mays)


Sorgo Rosso (Quaràntì, Sorghum Bicolor)


Canapa Sativa (Canapå, Cannabis Sativa)


Patata (Patatå, Solarum Tuberosum)